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La cappella è dedicata alla Trinità perché sarà lì che si farà esperienza della paternità di Dio, dell’amore fraterno di Cristo che ci offrirà la sua croce a significato del suo perenne amore per noi, e saremo riempiti abbondantemente della potenza dello Spirito Santo, che se soltanto noi ci lasceremo andare, egli, trasformerà, cambierà,ci userà,ci riempirà di doni e grazie divine.
In cappella c’è l’altare, il tabernacolo, le panche, l’affresco su muro della Trinità e le tre vetrate grandi raffiguranti Gesù buon Pastore, Maria con il Bambino in braccio e San Francesco. Tre vetrate più piccole raffiguranti Santa Chiara,il pane e il vino simbolo dell’Eucarestia, e la Bibbia attraversata da una spada,a significato che la parola di Dio taglia in due.
Preghiera - ottobre 2004
La Trinità - Pittura a muro in Cappella
Il Crocifisso nella nostra cappella. E’ la rappresentazione del crocifisso dinanzi al quale San Francesco pregò nel 1205, ricevendone la chiamata a lavorare per la Chiesa del Signore. Interpretò dapprima la voce del Cristo come una richiesta a favore del restauro fisico della chiesetta di San Damiano e solo pian piano comprese che il Signore lo chiamava a lavorare per la Chiesa tutta.
Particolare in ceramica "I sette occhi"
La Via crucis è la via del dolore, dell’offerta d’amore, del supplizio più grande della storia, via della nostra vita.  Su questo ultimo tragitto verso il Calvario Gesù ci dimostra e ci insegna che la vita ha senso soltanto se è apertura, dono, condivisione verso tutti.
I suoi occhi incrociano altri occhi; le sue mani e il suo volto toccano e si lasciano toccare da altre mani, da altri volti.  Le sue parole diventano perdono e salvezza rivolte a chi nei suoi confronti dimostra soltanto disprezzo e derisione.
La Via crucis è via di relazioni, di incontri, di rapporti, ma nello stesso tempo è terribilmente solitaria.
La croce segna il limite estremo dell’abisso che separa la morte dalla vita. Se la si abbraccia con Cristo, si scopre una possibilità di rinascita, di riscatto, di luce.    La risurrezione di Gesù ne è il tesoro finale: la vita trionfa sulla morte, su tutte le morti, anche sulle nostre e su quelle dei nostri fratelli e delle nostre sorelle, costretti a compiere una nuova Via crucis anche per noi.
Santa Chiara
San francesco
Maria con bambin Gesù
Il pane ed il vino
La spada e la Parola
Gesù buon Pastore
La preghiera alimenta l'anima. Essa sta all'anima, come il sangue sta al corpo, e porta ad un cuore più limpido e puro così da poter vedere Dio e il Suo Amore negli altri.
Se stai cercando Dio e non sai da che parte cominciare, impara a pregare e assumiti l'impegno di pregare ogni giorno. Puoi pregare in qualsiasi momento e ovunque. DiGli tutto, è nostro Padre! Siamo stati tutti creati da Dio, siamo suoi figli e dobbiamo riporre in Lui la nostra fiducia.
La preghiera può cambiare la tua vita in qualunque momento, in qualunque situazione tu trovi, a qualunque età!
Chi prega è un individuo che attende pazientemente, in silenzio, che il Volto bellissimo e amorevole di Dio splenda su di lui e si riveli agli occhi del suo cuore. Il pregare diventa allora una lunga attesa di raccoglimento, pervaso da un intenso desiderio di vedere il volto del Padre che è nei cieli.
Lo scopo della preghiera non è tanto di ottenere ciò che noi domandiamo a Dio, quanto piuttosto di convertirci e di cambiare vita.
Pregare vuol dire offrire a Dio ciò che è in nostro potere di offrirgli: il riconoscimento della nostra miseria e ripeterglielo senza stancarsi. Anche se abbiamo impressione di pregare soltanto con le labbra, una preghiera vocale frequente e ripetuta attirerà alla lunga la preghiera interiore del cuore. S. Paolo pone la preghiera al di sopra di tutto: "Ti scongiuro soprattutto di pregare" (cf 1 Tm 2,1).